Piccolo pensiero del venerdì

PICCOLO PENSIERO DEL VENERDÌ.
Buongiorno a tutti.
Stamattina sono andato un po' a curiosare tra recensioni vecchie e nuove di Le nove chiavi dell'antiquario, incluse alcune relative alla versione inglese recentemente pubblicata, The alchemist's code. Devo dire che, accanto a lusinghiere recensioni positive, ce ne sono anche alcune completamente o parzialmente negative.
Molte anche ben motivate.
Che dire?
Ci può stare. È un libro al quale sono affezionato e in molti l'hanno apprezzato, ma comprendo che alcune delle sue caratteristiche possono non piacere a tutti (il mio amico G.L.Barone non ama la presenza di "esseri di luce" nella trama di un thriller, per esempio, e lì ce n'è almeno uno!).
Naturalmente in tre anni il mio stile e il mio punto di vista sono cambiati. La mia scrittura è diventata più asciutta e ho imparato alcuni "trucchetti" che rendono più incalzante il ritmo; le atmosfere "fantasy" della Parthenope Trilogy hanno lasciato il posto a una più drammatica ambientazione, arricchita da elementi legati al nostro feroce presente. I fatti del mondo attuale mi hanno condizionato.
È questo che mi ha portato a scrivere La profezia del libro perduto.
C'è sempre una venatura di fantastico, ma la trama è molto calata nella realtà e il sovrannaturale è solo un pretesto per narrare una vicenda che – con le dovute cautele – potrebbe avere luogo in questo preciso momento davanti ai nostri occhi.


Se la Parthenope Trilogy vi ha lasciato con qualche dubbio perché eccede in fantasia, La profezia del libro perduto – primo libro della Prophetiae Saga – sarà per voi una scoperta.
Datemi fiducia e non vi deluderò.
Lo zio Martin è cresciuto.
Un abbraccio.