Intervista a Fabio Sorrentino


Ciao a tutti. Oggi pubblico un'altra intervista dopo quella ai gestori della libreria La Maria del porto di Trani. Questa volta si tratta di uno scrittore, uno di quegli scrittori emergenti che vi consiglio vivamente di seguire: Fabio Sorrentino

Prima di tutto, grazie di aver accettato questa intervista, Fabio. Grazie alle nuove tecnologie di comunicazione oggi è molto più facile entrare in contatto con gli autori, commentarne i lavori e avere uno scambio con loro.

D.: Voglio incominciare con una curiosità: come mai un ingegnere civile s'interessa dell'antica Roma a tal punto da riuscire a usare una terminologia precisa come quella di un docente di storia o di un archeologo? Da dove nasce questa tua passione?

R.: Ciao Martin! In realtà sono io a dover ringraziarti per aver pensato a questa breve intervista.I tuoi complimenti m'imbarazzano un po': in effetti mi piacerebbe parecchio essere un docente di storia o vivere le emozioni che prova un archeologo in un'importante battuta di scavo ma, purtroppo, sono un "semplice" ingegnere (e faccio tutt'altro lavoro rispetto alla laurea che ho faticosamente conseguito). Il mio interesse per la storia, in particolare quella afferente al periodo greco-romano, risale all'età scolare - fin dalle elementari - ed è nato contestualmente allo studio dei grandi poemi omerici. Pian piano si è evoluto fino a diventare una profonda passione e ciò mi ha avvicinato alla lettura della cosiddetta narrativa d'ambientazione storica e ai primi approcci al mondo della scrittura, di cui adesso non posso più fare a meno. 
I motivi per cui ci si appassiona a una materia come la Storia sono molteplici, ma penso possano essere condensati nella definizione che mi piace dare di questa disciplina: La Storia è il compendio delle diverse esperienze del genere umano, stratificate durante lo scorrere inesorabile dei millenni, e si occupa di indagare e comprendere il nostro passato e quello del mondo, basandosi sullo studio delle fonti al fine di trasmettere e preservare il sapere acquisito faticosamente dall'uomo. 
Mi fermo qui, ma direi che già solo questa breve spiegazione riesce a far intendere bene l'importanza e la grandissima attribuzione istruttiva di tale materia... 










D.: Oltre ai romanzi ambientati nell'antica Roma, recentemente ti sei cimentato - con successo a mio avviso - nel genere dell'archeo-thriller. Il tuo Il segreto dell'Anticristo sta riscuotendo un buon successo su Amazon, ancora una volta complice una storia scritta benissimo e ben documentata. Come mai questa virata verso un nuovo genere?

R.: In realtà, come scrittore non mi sento di appartenere ad una "categoria" ben precisa. Mi spiego meglio: ho scritto finora 4 libri e solo i primi due possono essere catalogati come romanzi storici. Il terzo è infatti un farma-poliziesco di ampio respiro internazionale (ambientato negli USA) mentre con l'ultimo romanzo - Il segreto dell'Anticristo - ho provato a scrivere un thriller archeologico con riferimenti al passato ma ambientato esclusivamente nei giorni nostri. Il motivo di tale "versatilità" risiede nel fatto che fino ad oggi ho semplicemente riportato su carta le trame che mi gironzolavano libere nella mente, senza affannarmi nel costruire a tavolino delle vicende che potessero essere valide da un punto di vista narrativo. In soldoni, almeno fino a questo punto mi sono divertito a portare su carta le storie che mi venivano a cercare. 
In futuro magari proverò anche un approccio diverso alla scrittura, più ponderato e metodico, chissà... 

D.: Tu hai una storia editoriale "movimentata" che parte dall'Italia, passa per la Spagna e ritorna in Italia. Poi, a un certo punto, hai scelto il self-publishing. Ci racconti brevemente questi passaggi, cosa ne pensi della situazione italiana in fatto di libri, case editrici e autori e qual è la tua opinione, a oggi, del servizio auto-pubblicazione di Amazon?

R.: Considerando l'attuale e penosa situazione editoriale nel nostro paese, penso di potermi definire uno dei pochi esordienti "miracolati"dal mondo narrativo italiano. Il mio esordio risale al 2010, con il romanzo storico d'avventura "ANTE ACTIUM - il destino di un guerriero": non era ancora terminata la prima stesura del V° capitolo che avevo già ricevuto la sicurezza della pubblicazione (gratuita, ovviamente) da una piccola ma antica casa editrice di Napoli, La Giannini Editore. 
A un anno dall'uscita del libro, sempre per caso, una sera inviai una mail a un grosso gruppo editoriale iberico - l'Algaida Editores - chiedendo se fossero interessati alla valutazione dell'opera per una trasposizione in lingua spagnola e anche in quel caso, strano ma vero, mi ritrovai subito con un contratto di pubblicazione estero fra le mani.
Proprio quando credevo che pubblicare fosse cosa semplice, ho cominciato ad affrontare i primi problemi cercando di piazzare il mio secondo romanzo, un thriller storico ambientato nell'antica Roma. L'opera è rimasta al palo per circa un anno e mezzo e stavo quasi per perdere le speranze a riguardo di una pubblicazione in Italia (era strano poiché avevo già venduto i diritti in Spagna, sempre all'Algaida) quando ho incontrato il favore dell'Arkadia Editore che ha creduto nel romanzo e mi ha proposto di uscire con il loro marchio nel novembre 2013. 
Per il terzo non ho spinto parecchio nella ricerca di una pubblicazione - è un'opera particolare, scritta da un italiano ma ambientata in USA e gli editori nostrani hanno timore di investire in queste "storture" letterarie - mentre per il quarto ti racconto com'è andata: Ho finito la prima stesura del romanzo a fine gennaio e i primi di febbraio era già su Amazon in formato e-book. A fine marzo, complici le buone vendite, sono stato contattato da una delle più grosse case editrici italiane che mi ha proposto un'ottimo contratto di edizione. Morale della favola, la mia storia editoriale è davvero atipica.
Per quanto riguarda la situazione italiana in fatto di libri, be', devo dire che per gli esordienti diventa sempre più difficile riuscire ad emergere con una buona pubblicazione. La crisi economica non ha risparmiato di certo il settore della narrativa: molti piccoli editori indipendenti, solitamente fra i più generosi con le nuove voci letterarie, hanno dovuto chiudere i battenti da un giorno all'altro mentre i grossi gruppi editoriali, da sempre più diffidenti nei confronti dei giovani autori sconosciuti, hanno accentuato la loro idiosincrasia in tal senso e (salvo in alcuni casi eccezionali ) tendono a ridurre i rischi d'impresa puntando su cavalli già vincenti (i grossi autori di best seller nostrani - a volte aumentandone gli anticipi sui diritti per legarli ai loro marchi) e sui cosiddetti autori di catalogo.
Tuttavia, in questo panorama parecchio infelice e deprimente, le piattaforme di self-publishing come Amazon rappresentano un'alternativa valida per tutti coloro che non vogliono rinunciare al sogno di farsi leggere dal grande pubblico. 
E posso aggiungere che, se alla base di un'opera vi è un lavoro ben strutturato, interessante e scritto in maniera decente, a volte l'auto-pubblicazione rappresenta quella chance troppo spesso negata attraverso le normali vie da percorrere "alla ricerca del contratto di edizione perduto". 

D.: Ti faccio i miei complimenti per la bella notizia che ci dai riguardo alla casa editrice e aggiungo che è una cosa sacrosanta, vista la tua bravura. Hai anche detto che sei indeciso se proseguire nel filone dell'archeo-thriller o ritornare al tuo primo amore, l'antica Roma. Sbottonati un po' e dimmi qual è la tua preferenza, insomma dove pende il piatto della bilancia?

R.: In questi giorni il piatto sembra pendere verso la realizzazione di un nuovo thriller archeologico. Ho un paio di idee che mi girano in mente e che sto cercando di adescare a dovere con una massiccia fase di ricerche e approfondimenti su determinati argomenti.
Comunque stiamo parlando di una fase ancor meno che embrionale. Può darsi che questa notte sognerò una bella storia ambientata nell'antica Roma e domattina mi ritroverai davanti al pc, rapito di nuovo da un nugolo di parole che descrivono legioni, imperatori e spade che brillano al sole. Diciamo che adesso sto "annusando" l'aria e appuntando gli spunti sulla mia moleskine.

D.: Un'ultima domanda che mi coinvolge da vicino: su facebook dici di vivere a San Nicolas de los Garza in Messico, ma tu in realtà sei campano! La domanda è: quanto è stato importante per scrivere i tuoi romanzi essere nato all'ombra del Vesuvio?

D.: I più grandi commediografi, poeti e viri illustri del passato sono nati nelle terre della Campania Felix, secondo te è un caso?
Adoro la mia città così com'è, con i suoi infiniti difetti e i suoi inelencabili tesori, e penso che per uno scrittore poter godere di tanta fortuna sia un regalo del cielo. Sono sicuro che ti basterebbe affacciarti dalla collina di Posillipo ( chiamata così dagli antichi greci poiché la vista da quell'altura era talmente mirabile che "faceva cessare il dolore" ) e verresti rapito istantaneamente dalla fantasia e dal fascino di qualche storia esoterica, quasi magica... un'avventura mozzafiato a cavallo di diverse epoche.
Ora dimmi: pensi davvero che nella nebbia di Milano riusciresti a fare lo stesso :) ?
Fabio

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Ringraziamo Fabio e ci scusiamo con gli amici milanesi: noi napoletani, si sa, abbiamo un amore smisurato per il sole della nostra terra. Speriamo non ce ne vogliate per questo...
Tra l'altro sarete sempre i benvenuti... giù al sud ;)
Martin