In origine era la rapa. Halloween e tradizioni italiche da recuperare.

Da alcuni anni ormai, stiamo assistendo all'affermarsi di una festa che fino a poco tempo fa vedevamo solo nei film americani. Mi riferisco ad Halloween, naturalmente.

Ben prima che papa Bonifacio IV (610 d.C.) istituisse, il 13 maggio, la festa in onore dei morti cristiani e Gregorio III (731-741) – secondo altri San Odilone di Cluny nel 1048 – la spostasse nel giorno del 1° novembre, esisteva una festa presso i popoli celtici per celebrare la fine del periodo di luce, l’estate. Tale ricorrenza segnava il capodanno celtico ed era chiamata Festa di Samhain (fine dell’estate). Il giorno di Samhain era considerato fuori dalla dimensione spazio-temporale del vivere quotidiano: era in un certo senso una festività liminale, come potrebbe definirla l’antropologo Van Gennep. Una festa di confine, un varco fra due mondi e due periodi dell’anno. Attraverso tale varco potevano passare entità ultraterrene. I morti e gli spiriti.

I celti non pensavano che i morti fossero pericolosi, tuttavia offrivano loro del cibo nel giorno di Samhain per ingraziarseli in vista del rigido inverno. Lasciavano, in altre parole, del cibo sulle mense (trick or treat! Dolcetto o scherzetto…).

Tra gli spiriti, grande considerazione era riservata alle fate e agli elfi che non erano entità cattive, ma potevano diventare pericolose e provocare incidenti e scherzi feroci. Anche a loro veniva offerto del cibo. Da ciò è nata, nel tempo, l’usanza per i bambini dei paesi anglosassoni di mascherarsi da mostri, vampiri e diavoli e andare in giro a chieder dolci.

Si diceva che, ad un certo punto, la festa inizialmente istituita per il giorno del 13 maggio, fu spostata al 1° novembre, per farla coincidere con l’antica festa celtica. Un’usanza tipica del cristianesimo per cercare di avvicinare popoli diversi facendo loro riconoscere nelle festività cristiane le più antiche feste pagane. Fu così che la festa del 1° novembre fu dedicata ai santi cristiani e quella del 2 novembre ai defunti. Nei paesi anglosassoni il 1° novembre divenne dunque Hallowmas ovvero Ognissanti, e la vigilia divenne All Hallows Eve. Halloween.

Una caratteristica tipica di Halloween è quella di esporre delle zucche scavate e intagliate con le fattezze di un volto umano illuminate dall’interno da una candela, i c.d. Jack-o'-lantern. Si tratta di un’usanza originaria dell’Irlanda ed è legata ad una leggenda: Jack, un pigro ma astuto fattore, usando vari stratagemmi, riesce a ingannare il diavolo che vuole prendersi la sua anima. Ad un certo punto riesce addirittura a catturarlo e con la minaccia di non liberarlo, gli fa giurare che non lo farà mai entrare all'inferno. Il diavolo accetta. Quando Jack muore, ha commesso così tanti peccati da non poter essere accolto in paradiso, ma, a causa del giuramento del diavolo, neanche all’inferno, le cui porte restano per lui sbarrate..

Così Jack intaglia una delle sue rape (prima dell’arrivo delle zucche americane si usavano le rape), ci mette una candela dentro e comincia a vagare senza fine per il mondo alla ricerca di un posto dove riposare. Egli diventa noto come Jack della Lanterna. Jack-o'-Lantern.

L'usanza d'intagliare rape e (molti secoli dopo) zucche, la ritroviamo anche in Italia, un bel po' di tempo prima che Halloween, partito dall'Europa e passato nel calderone americano, tornasse da noi impacchettato come un Big Mac. Sto parlando delle tradizioni, essenzialmente contadine, che sono legate alle celebrazioni per i defunti, le anime e gli spiriti. In Toscana, ad esempio, fino a pochi anni fa (ma probabilmente ancora viva tra colli e campagne), c'era la tradizione del gioco dello zozzo, 
"Nel periodo compreso tra agosto e ottobre (più frequentemente d'estate) si svuotava una zucca, le si intagliavano delle aperture a forma di occhi, naso e bocca; all'interno della zucca si metteva poi una candela accesa. La zucca veniva poi posta fuori casa, nell'orto, in giardino ma più spesso su un muretto, dopo il tramonto e per simulare un vestito le si applicavano degli stracci o addirittura un abito vero e proprio. In questo modo avrebbe avuto le sembianze di un mostro provocando un gran spavento nella vittima dello scherzo, in genere uno dei bambini, mandato fuori casa con la scusa di andare a prendere qualcosa" (fonte wikipedia)
Anche nel Lazio, in Lombardia, Liguria, ed Emilia ritroviamo tradizioni simili, dove, soprattutto in passato, si accendevano candele o si svuotavano rape e zucche che poi si ponevano sulle finestre, vicino ai cimiteri o le chiese.

Feste simili ad Halloween e presenti in Italia un bel po' di tempo prima della festa di origine celtica, sono ad esempio:
Is Animmeddas, Su mortu mortu, Su Peti Cocone, Su Prugadoriu o Is Panixeddas, a seconda delle zone, in Sardegna, ed è una tradizione antichissima; In Puglia, in specifico ad Orsara di Puglia, un piccolo paese montano della provincia di Foggia, la notte tra l'1 ed il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti ad ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) che dovrebbero servire ad illuminare la strada di casa ai nostri cari defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornano a trovarci. Sulla brace di questi falò, poi, viene cucinata della carne che tutti insieme si mangia in strada e si offre ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, inoltre, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio).
Possiamo dire, dunque, che una festa dedicata ai morti e ai santi c’è sempre stata nella cultura c.d. occidentale; è altrettanto vero che l’usanza di mascherarsi da diavoli e vampiri e fare scherzetti in questo periodo dell'anno, non appartiene esattamente alla cultura italiana (men che meno a quella cattolica, ma la mia non vuole essere una presa di posizione per questa o quell'altra religione). Personalmente mi ha sempre affascinato la festa di Halloween, fin da piccolo, ma trovo che la recente diffusione nel belpaese di questa festa, sia solo l’ennesima trovata commerciale. Da guardare con simpatia, ma da non spingere a forza nella nostra cultura. Sarebbe interessante, piuttosto, invece d'importare roba dall'America, recuperare le nostre tradizioni e creare eventi attorno ad esse.