"ARGO" diretto da Ben Affleck: quando gli attori sono meglio come registi.

L'altro ieri sera, 19 ottobre, ho avuto la possibilità di partecipare all'anteprima di ARGO, il nuovo film diretto e interpretato da Ben Affleck. Il buon Affleck era in sala e, bontà sua, ci ha detto due parole su questo suo nuovo lavoro. Il film è nato dalla volontà di voler narrare la storia (vera) di un'operazione della CIA condotta senza spargimenti di sangue, un esempio virtuoso di risoluzione pacifica di controversie internazionali. Beh, in realtà la vicenda narra la storia di un sonoro "pernacchio" internazionale dei servizi segreti americani ai danni di quegli incazzati della Guardia Rivoluzionaria iraniana ai tempi del ritorno di Khomeini.
Vi dico due parole sulla trama.
1979, lo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, fantoccio messo al potere proprio dagli americani per far fuori il Primo Ministro riformatore Mohammad Mossadeq, con la scusa di recarsi a New York per un intervento, viene in realtà accolto come rifugiato politico dal governo americano. Le autorità iraniane ne reclamano l'estradizione perché Reza Pahlavi sia giudicato nel suo paese per i numerosi crimini di cui si è macchiato. Gli americani rifiutano e un gruppo di 500 (secondo alcune fonti, anche 2000) studenti rivoluzionari assaltano l'ambasciata americana a Teheran e ne sequestrano i 52 membri del personale per 444 giorni. E' la famosa crisi degli ostaggi in Iran.
Sei funzionari riescono, però, a fuggire e riparano nell'ambasciata canadese. Qui inizia Argo. La CIA non sa come fare per poter far uscire dal paese almeno quei sei, in attesa di poter liberare anche gli altri, fino a che Tony Mendez (Ben Affleck), un agente specializzato in recupero di ostaggi, elabora un piano tanto originale quanto rischioso: mettere su una finta produzione cinematografica canadese che abbia intenzione di girare un film di fantascienza in Iran. Vincendo le resistenze della CIA, Mendez porta avanti il suo piano e si reca a Teheran. Il resto guardatelo al cinema.
Il film è davvero gradevole, mantiene alta la tensione, sfrutta bene un montaggio efficace e la bravura di alcuni attori. Ben Affleck attore ha sempre la stessa espressione, ma in questo caso è funzionale al suo personaggio; il Ben Affleck regista, invece, convince assai di più e pur senza invenzioni registiche rivoluzionarie sviluppa bene la storia, non lesina violenza, ma la cala nell'atmosfera fosca di quel drammatico episodio. I cattivi (che poi, ma chi sono veramente i cattivi in questo caso?) non sono macchiette come spesso accade in questi film, ma svolgono con diligenza il loro ruolo. La parte della preparazione della finta produzione cinematografica tocca anche piacevoli punte esilaranti con il sempre simpatico John Goodman e soprattutto con uno strepitoso Alan Arkin.
Se vi riesce, guardatelo in lingua originale.