Il Cavaliere Oscuro - il ritorno... o quasi. Recensione

Finalmente ho visto l'ultimo capitolo della saga di Batman firmata Chris Nolan e vorrei condividere le mie riflessioni su questo film tanto atteso.
Devo dire che, da quando il mio amato Tim Burton ha rilanciato il giustiziere di Gotham City, la mia passione per questo personaggio oscuro non ha fatto che aumentare (con ovvie eccezioni, ovvero disconoscendo come opere degne i vari Batman di Joel Schumacher, magari salvando solo il primo).
La climax, dopo l'infelice parentesi di Joel Schumacher appunto, si raggiunge con The Dark Knight (Il Cavaliere Oscuro), secondo film della gestione Nolan & co., dove troviamo la superba interpretazione del compianto Heath Ledger, straordinario Joker che non sfigura davanti al mitico Jack Nicholson di Tim Burton.
Dopo quel drammatico e maledetto secondo capitolo, in cui Batman esce di scena inseguito dalla polizia perché ritenuto responsabile della morte del procuratore Harvey Dent/Due Facce, ci ritroviamo con Il Cavaliere Oscuro il ritorno otto anni dopo quegli eventi.

L'inizio del film è interessante e anche il presentare Bruce Wayne come un rottame malandato che non esce di casa, rende bene l'idea di come ormai Gotham non abbia più bisogno del suo giustiziere mascherato. Le cose però non stanno così e un altro cattivone, il massiccio Bane, è alle porte. L'uomo pipistrello, dopo un po' di stretching per risvegliare i muscoli assopiti, rimette cappa e maschera e si ributta nella mischia. Ma è arrugginito e le prende di santa ragione, facendosi imprigionare da Bane in una prigione senza vie di fuga. Bane quindi se la spassa a Gotham mentre Bruce Wayne/Batman deve ritrovare se stesso e fuggire dalla prigione per poter affrontare il nuovo pericolo.

Non svelo ulteriormente la trama per chi non avesse ancora visto il film, ma aggiungo qualche mia considerazione sul film.
1)Prima di tutto è troppo lungo. Dopo un inizio scoppiettante il film rallenta, certo per creare i presupposti per la "caduta" e la "resurrezione" di Batman, ma a mio avviso in maniera eccessiva. Si potevano forse eliminare una ventina di minuti.
2)Seconda considerazione. L'ambientazione. Ormai Gotham è spudoratamente Manhattan. Scordatevi la splendida ambientazione dark/gotica (da cui il nome Gotham, appunto) di Tim Burton e anche quella noir del primo Batman di Nolan. Qui siamo a Manhattan, nevica, c'è sporcizia, ma è Manhattan. Punto. Questa eccessiva identificazione della più famosa isola newyorchese con Gotham toglie molto della sospesa identità della città di Batman: si sa che è una metropoli americana, assomiglia a New York, ma è un'altra cosa.
3)Terza considerazione non necessariamente negativa. Ormai Batman è considerato, in questo terzo e ultimo (forse) capitolo della trilogia di Nolan, una risorsa estrema e le parti del film in cui il cavaliere oscuro effettivamente entra in azione sono sostanzialmente tre. Il che contribuisce a creare quell'atmosfera di dolorosa necessità da parte di Bruce Wayne d'indossare, ancora una volta, la maschera.
4)Quarta considerazione. Il cattivo, Bane, mi è piaciuto molto: con la sola fisicità e gli occhi (giacché gran parte del viso è coperto da una maschera), Tom Hardy ci consegna un altro cattivo eccellente, che ricorda un po' Darth Vader di Guerre Stellari (n.d.r. io il film l'ho visto in lingua originale e la voce di Hardy, storpiata, mi ricordava appunto Vader). C'è anche un altro cattivo nel film, ma non vi dico chi è. La sorpresa è interessante.
5)Quinta considerazione, il finale. Il finale con botto e sorprese varie mi è piaciuto, soprattutto le ultime scene che ricordano un po' il finale d'Inception (c'è molto d'Inception in questo Batman, praticamente tutto il cast, manca solo Di Caprio).
Ho lasciato per ultima la considerazione più interessante. Anne Hathaway/Catwoman. Parliamoci chiaro, lei non è Michelle Pfeiffer, questo è ovvio. La Pfeiffer era proprio gatta; ma la Hathaway non è meno sensuale nel ruolo di questa Catwoman del Terzo Millennio. Certo, il personaggio, ne Il Cavaliere Oscuro il ritorno, ha perso il fascino soprannaturale di quello di Tim Burton ed è stato dipinto come una ladra convertita. Quest'ultima cosa, seppure un po' scontata, mi è sembrata convincente e serve a rendere meno solitaria quest'ultima avventura del Batman di Nolan.
Giudizio finale, tre stelle e mezzo su cinque.