Spauracchi che ritornano, l'antimassoneria nel 21° secolo

Stiamo assistendo in questo periodo ad un fastidioso revival, quello dell'antimassoneria. Se da un lato, infatti, le Obbedienze massoniche più numerose da un punto di vista degli iscritti - il GOI e la Gran Loggia d'Italia insieme alla Gran Loggia Regolare - stanno cercando di fare un'opera di trasparenza che va avanti ormai da anni; dall'altro i venti dell'antimassoneria stanno soffiando sempre più forti.

Leggo in questi giorni di libercoli scritti da ex-massoni, pseudo-Illuminati (che non nomino per non fargli pubblicità di riflesso) che si annunciano come eventi editoriali e che promettono di rivelare scomode verità libero-muratorie, piccoli o grandi scandali, i soliti complotti, qualche rituale piccante. Sembra di tornare indietro di più di un secolo, allorché un massone (a suo dire) pentito fece un bel po' di soldi scrivendo libri contro la Massoneria e inventando oscuri rituali satanici, che sfociavano talvolta in vere e proprie rappresentazioni grottesche. Sto parlando naturalmente di Léo Taxil, al secolo Marie Joseph Gabriel Antoine Jogand-Pagès.

Oltre a consultare i suoi libri, se vi va di avere un'idea su quanto delirante possa essere l'antimassoneria, vi consiglio di leggere Il Cimitero di Praga di Umberto Eco, dove se ne parla diffusamente ed in maniera elegante.

Un autore che ha dedicato alcuni saggi molto interessanti all'Antimassoneria è certamente Luigi Pruneti, attuale Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia. Due in particolare i lavori di Pruneti da tenere in considerazione: La Sinagoga di Satana. Storia dell’antimassoneria 1725–2002 (Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2002) e Oh setta scellerata ed empia, appunti su oltre due secoli di pubblicistica antimassonica (Edizioni il Campanile, Firenze 1992).