«Sono massone e me ne vanto». Intervista a Mario Buonoconto



Mario Buonoconto. 3-7-1940 / 13-12-2003

Pubblico un’intervista, rilasciata ormai 31 anni fa dal compianto Professor Mario Buonoconto: pittore, restauratore, professore di storia dell’arte, esperto esoterista, ma soprattutto 33\ grado del Rito Scozzese. Un Massone DOC.
L’intervista fu rilasciata nel giugno del 1981 sul giornale Napoli Oggi.

«Sono massone e me ne vanto»


Non soltanto sono pochi i nomi dei napoletani iscritti nella lista P2, ma sembra che addirittura siano frutto della fantasia di Gelli. E intanto la bufera creata da questa loggia coperta si è abbattuta anche sulla massoneria ufficiale. A Napoli nei due ordini massonici (Palazzo Giustiniani e Discendenza di Piazza del Gesù) gli adepti sono stati presi dal panico e dalla rabbia. Non vogliono che un’organizzazione tradizionalmente ispirata ai principi di eguaglianza, fratellanza e libertà sia confusa con un’associazione come la P2 sulla quale grava l’accusa di attività eversiva.

È stato molto difficile trovare un massone puro che in questo momento senza vergogna o timore si sentisse di affermare la sua vera «identità». Ma Mario Buonoconto, professore al Liceo di Portici, studioso di letteratura napoletana, pittore ed attore, ha accettato.

È iscritto all’ordine di Piazza del Gesù, la cui sede a Napoli è alla Riviera di Chiaia da dove parte l’offensiva contro la P2. Ed ecco cosa scrive Mario Buonoconto.

Quando entrai in Massoneria di questa grande scuola di pensiero e di civiltà si parlava a bassa voce con timore riverenziale o non si parlava affatto. Nelle persone più acculturate il termine «vietato» veniva accostato all'immagine di Mozart, di Franklin, di Garibaldi, della Secessione Americana o dell’eredità mistica dei Templari o scientifica dei Rosacroce. Il «trinomio»: Libertà – Uguaglianza – Fratellanza, che riassume gli assunti di base della Libera Muratoria, non era ancora oggetto di discussione nei bar o nelle cene serali del dopo Telegiornale. La mia lunga, tormentata ricerca di «luce» massonica mi ha portato poi a conoscere Orienti regolari ed «irregolari» (in quanto, molto più giustamente e modernamente, ammettono le donne «tra le colonne» del Tempio simbolico della Fratellanza Universale) ed è approdata da alcuni anni in un «assonnamento» per ragioni del tutto estranee alla mia fede Muratoria. Anzi. (…ma questo è un altro discorso e ci porterebbe ad analizzare come viene a Napoli mal diretta la Fratellanza Massonica della Riviera di Chiaia che si ammala sempre più di clerico – mondanità…ma questo, appunto, è un altro discorso).

Ebbene, proprio oggi mi addolora ancora di più essere fuori dei «lavori di loggia».
Proprio in questo momento delicatissimo e volontariamente distorto mi dispiace essere «in sonno»; oggi che le delinquenziali manovre profane della già disconosciuta Loggia «P2» e del suo disinvolto conduttore sono confuse con gli scopi altissimi della Massoneria Universale. Oggi che una moltitudine di«fratelli» nasconde la tessera e si defila dalle logge; oggi che la «crociata» non solo clericale ma anche, purtroppo, di certa sinistra si scatena con il «dagli al massone!» io voglio affermare la mia fede muratoria e la convinzione che molto presto questa gazzarra rientri nelle giuste richieste che devono pretendere la chiarezza e la serenità di giudizio su persone che, usando l’antico prestigio massonico, ne usavano a loro piacimento per ingannare cittadini integerrimi, in buona fede, e creando una confusione terribile sui nomi e sugli scopi.

La Massoneria ha subito altre crisi ma, almeno, «veramente» massoniche, come le assurde scomuniche di Papi che non capivano – o non volevano capire – che il libero pensiero massonico si oppone soltanto al potere«temporale» della Chiesa e rispetta quello «spirituale» come rispetta ogni idea morale e teistica. Nelle Logge i lavori si aprono in presenza della bandiera dello Stato e del Testo Sacro della Religione di Stato (in Italia sulla Bibbia aperta al Vangelo di Giovanni). Non è un caso che poco dopo la riconferma della scomunica da parte di papa Giovanni Paolo II la polizia è entrata nella Sede Massonica di Palazzo Giustiniani e si è appropriata dell’archivio. Altre crisi, dicevo, la Massoneria ha affrontato, come la «delazione» del principe don Raimondo di Sangro Gran Maestro della settecentesca Loggia Napolitana o il«fratello» Caracciolo fatto impiccare dal «fratello» Nelson o il «dono» del Regno di Napoli fatto dal «fratello» Garibaldi al «fratello» Vittorio Emanuele II di Savoia. La mai abbastanza deprecata «scissione» della Massoneria Italiana in due Famiglie quella di Palazzo Giustiniani e quella di Piazza del Gesù che continuano a «disconoscersi» fra loro come solo i fratelli sanno fare! Ma si tratta sempre di crisi «soltanto» massoniche e che non hanno niente a che fare con i signori della «Propaganda 2» di Bologna e Firenze. Ed è proprio per questo e proprio oggi che mi piace affermare: sì, è vero. Sono Massone e me ne vanto. 

Mario Buonoconto

A distanza di 31 anni alcune cose sono cambiate. I polveroni sollevati dai vari «scandali» P2 o dall’inchiesta Cordova hanno di certo fatto spendere soldi ai contribuenti, ma non sono servite a cancellare la Massoneria in Italia. Sebbene, tuttavia, non fosse questo il loro scopo. Leggendo in giro in internet articoli violenti contro la Massoneria, mi è spesso tornata alla mente questa intervista del compianto Prof. Buonoconto. Oggi sembrerebbe datata, visto che la rapidità di comunicazione consente a chiunque di accedere ad informazioni e notizie per farsi un’idea serena della Libera Muratoria. Purtroppo bisogna costatare che non è ancora così. Si parla ancora di Massoneria sibilando la parola o urlandola come capro espiatorio per ogni cosa che non va nel nostro paese. Ogni attacco si risolve sempre con un nulla di fatto. Ebbene, penso che in quel lontano 1981 il Prof. Buonoconto avesse intuito la natura di questi tentativi di screditare la Massoneria dicendosi convinto, quasi profeticamente, che la tempesta stava per passare.

Quella tempesta è passata, ma altre ne verranno e insieme ad esse altri Mario Buonoconto leveranno alto il vessillo del Libero Pensiero, in ogni sua forma.