LA STELLA DEL MATTINO - culto di Afrodite Leucothea a Napoli



Un altro culto, fra i più antichi praticati a Napoli, e che forse risale a prima della fondazione di Neapolis, era quello di Afrodite Leucothea, la Dea che concedeva una felice navigazione. È probabile che il culto, di origine rodia e attestato anche a Massalia e Velia, si sia fuso a Napoli con quello di Afrodite Euplea, alla quale era consacrato un Tempio sul promontorio di Pizzofalcone da dove, verosimilmente, svolgeva la funzione di faro. Un altro tempietto dedicato a Venere Euplea si trovava su uno degli isolotti della Gaiola, eretto probabilmente dalla gente di  mare per propiziarsi la Dea. Sempre a Venere era dedicato anche un tempietto scoperto nei pressi dell’Università.
Si potrebbe ipotizzare che, legata al culto di questa marina Afrodite (ma forse anche a quello di Iside, protettrice dei naviganti), esistesse a Napoli una confraternita di gente di mare o, più specificatamente, di pescatori: l’abbigliamento tradizionale dei pescatori partenopei, con il berretto frigio, la spalla e il ginocchio scoperti, fa infatti pensare alla tenuta di un iniziato, essendo questa una caratteristica ricorrente in diversi riti d’iniziazione.
La devozione dei pescatori del borgo di Santa Lucia alla Santa da cui il loro villaggio aveva trattato il nome, potrebbe ben costituire la trasformazione in forme cristianizzazione dell’antico culto reso ad Afrodite o Venere, la Stella del Mattino, “luciferina” in quanto portatrice di luce. Di più, la contiguità del santuario marino della Gaiola con la leggendaria “Scuola di Virgilio” farebbe pensare proprio a pratiche iniziatiche svolte in una zona appartata, sul mare e lontano da sguardi indiscreti e collegata, attraverso l’emblematica figura di Virgilio, ad un’antichissima tradizione pagana.

Da Misteri Partenopei, Sigfrido E. F. Höbel, Stamperia del Valentino 2004, Napoli.