LA PROFEZIA DEL LIBRO PERDUTO, tre recensioni e un pensiero a Nizza

Nonostante non sia molto in vena di gioire per il gradimento del mio ultimo romanzo – sembra quasi che davvero, profeticamente, quel che ho raccontato sia molto meno fantasioso della triste realtà – vorrei condividere con voi tre buone recensioni apparse su Amazon. Senza avere la pretesa di competere con i mostri sacri che da settimane sono in vetta alle classifiche, La profezia del libro perduto sta piacendo. La sua atmosfera più cupa rispetto alla Parthenope Trilogy, il cambio di stile e i precisi riferimenti al presente stanno ottenendo molti riscontri positivi.
Mi rallegro di questo, ma solo per un attimo: il mio pensiero va a Nizza, certo, ma anche alla Siria e a tutti quei luoghi e a quelle persone che vengono massacrate nel nome di qualcosa che non capiscono più e che solo per comodità dei massacratori viene spacciato come fondamentalismo religioso.


Piccolo pensiero del venerdì

PICCOLO PENSIERO DEL VENERDÌ.
Buongiorno a tutti.
Stamattina sono andato un po' a curiosare tra recensioni vecchie e nuove di Le nove chiavi dell'antiquario, incluse alcune relative alla versione inglese recentemente pubblicata, The alchemist's code. Devo dire che, accanto a lusinghiere recensioni positive, ce ne sono anche alcune completamente o parzialmente negative.
Molte anche ben motivate.
Che dire?
Ci può stare. È un libro al quale sono affezionato e in molti l'hanno apprezzato, ma comprendo che alcune delle sue caratteristiche possono non piacere a tutti (il mio amico G.L.Barone non ama la presenza di "esseri di luce" nella trama di un thriller, per esempio, e lì ce n'è almeno uno!).
Naturalmente in tre anni il mio stile e il mio punto di vista sono cambiati. La mia scrittura è diventata più asciutta e ho imparato alcuni "trucchetti" che rendono più incalzante il ritmo; le atmosfere "fantasy" della Parthenope Trilogy hanno lasciato il posto a una più drammatica ambientazione, arricchita da elementi legati al nostro feroce presente. I fatti del mondo attuale mi hanno condizionato.
È questo che mi ha portato a scrivere La profezia del libro perduto.
C'è sempre una venatura di fantastico, ma la trama è molto calata nella realtà e il sovrannaturale è solo un pretesto per narrare una vicenda che – con le dovute cautele – potrebbe avere luogo in questo preciso momento davanti ai nostri occhi.


Se la Parthenope Trilogy vi ha lasciato con qualche dubbio perché eccede in fantasia, La profezia del libro perduto – primo libro della Prophetiae Saga – sarà per voi una scoperta.
Datemi fiducia e non vi deluderò.
Lo zio Martin è cresciuto.
Un abbraccio.

LA PROFEZIA DEL LIBRO PERDUTO. Presentazione a Napoli 1° luglio

Prossima presentazione di La profezia del libro perduto: Napoli, 1° luglio ore 18, libreria Mooks (p.zza Vanvitelli 10/a).
Dialogherà con Martin Rua la scrittrice e giornalista del Mattino di Napoli Santa di Salvo.